La Pianta Grossa
L’Aesculus hippocastanum - detto anche ippocastano o castano d’India
- deve il suo nome volgare alla credenza presso i cavalieri indiani che
i suoi frutti fossero utili a guarire dalla tosse degli equini. Il luogo
in cui sorge l’ippocastano di Donnas è stato infatti una
stazione di posta per il cambio dei cavalli e un albergo per viaggiatori
e viandanti.
L’albero fu piantato presso un pozzo che gli ha fornito costante
apporto d’acqua, agli inizi del 1600 ed ha quindi oltre 400 anni
di vita. Si tratta forse del più antico albero della sua specie
in Italia ed è citato in tutte le pubblicazioni sugli alberi monumentali.
Agli inizi del 1600 la regione era sotto Carlo Emanuele, duca di Savoia,
che taglieggiava il popolo per portare avanti guerre che fortunatamente
risparmiarono la giovane pianta; essa superò, un po’ di anni
più tardi, anche la peste che flagellò la Regione.
Oggi sotto la tutela della Sovrintendenza ai Beni Culturali della Valle
d'Aosta, l'albero è anche un punto di riferimento sulle mappe militari.
Dal 1992 è stato oggetto di cure e potature accurate. E’
situato in via Roma, lungo il rettilineo che unisce Pont-Saint-Martin
a Donnas, all’interno di un cortile aperto. Un tempo protendeva
i suoi rami sulla statale dove, nel 1969, cadde un ramo tanto grande da
fornre legname per scaldarsi durante tutto l’inverno. Un antenato
degli attuali proprietari, nato nel 1749, da ragazzo dovette intervenire
per il taglio di un altro ramo dell’albero che allora aveva già
circa 150 anni. Gli abitanti del Comune e dei paesi vicini l’hanno
ribattezzato “La pianta grossa” per le sue cospicue dimensioni:
circonferenza 588 cm, diametro 187 cm, altezza 22,5 m.
I platani delle Caves
Sempre lungo la strada statale 26, ai due lati della stradina comunale
che conduce alla villa De La Pierre, svettano due magnifici platani che,
per la vicinanza - sono a tre metri l'uno dall'altro -, intrecciano la
loro alta chioma tanto da sembrare una pianta unica. Contano 300 anni
per esemplare ed hanno rischiato più volte di essere tagliati a
causa dei problemi che, in autunno, creavano per l’abbondante caduta
delle foglie che andavano ad ostruire le grondaie delle abitazioni circostanti,
comprese quelle delle Caves Coopératives di Donnas dove si produce
il vino Donnas D.O.C. Dal 1955, sono vincolati dalla Sovrintendenza ai
Beni Culturali, come alberi di interesse panoramico e, dal 1992, dichiarati
monumenti (Legge Regionale 50/1990).
Le dimensioni sono, per quello di destra: circonferenza 475 cm, diametro
151 cm, altezza 37,5 metri; per quello di sinistra: circonferenza 370
cm, diametro 118 cm, altezza 35, 5 metri.
Il pino marittimo della Chiesa
Il Pinus pinaster Aiton o pino marittimo, è una specie molto diffusa
nell’area mediterranea sud-occidentale temperata e non dimostra
una grande resistenza al freddo. La sua presenza a Donnas - insieme alle
palme che crescono nei giardini sul lato verso la statale dei palazzi
del borgo - è indice di un clima abbastanza mite della zona.
Questo esemplare fu messo a dimora 120 anni fa dalla parrocchia che aveva
la consuetudine di piantare alberi resinosi nei pressi dei luoghi di culto.
Vegeta lungo la strada di accesso alla parrocchiale di San Pietro in Vincoli,
chiesa ricostruita nel 1829. Recentemente, la sistemazione dell’accesso
al sagrato con la realizzazione di una scalinata, ha valorizzato al meglio
l’albero. La bella chioma conica è sostenuta da un fusto
dall'andamento arcuato dove sono visibili i segni del taglio di grossi
rami che, probabilmente, intralciavano il traffico dei veicoli lungo la
strada. L’esemplare, con i suoi 16 metri di altezza, è il
più grande conosciuto nella nostra Regione, sebbene gli alberi
di questa specie possano raggiungere anche altezze attorno ai trenta metri.
Le altre misure sono: circonferenza 274 cm, diametro 87 cm.