Fra i prodotti locali, oltre al vino, che vanta origini molto antiche, si aggiungono i formaggi, i biscotti, il miele biologico, l'olio e gli oggetti di artigianato.
Vino
Gli studiosi sostengono che la viticoltura in Valle d’Aosta abbia
origini risalenti al periodo dei Salassi. In epoca romana la coltivazione
della vite ebbe un'importanza notevole, anche se i primi documenti sulla
viticoltura a Donnas risalgono al 1200.
La tradizione attraversa i tempi sino a giungere alla prima D.O.C.
(Denominazione di Origine Controllata) valdostana che fu riconosciuta
al vino Donnas nel 1971.
Prodotto dal vitigno nebbiolo, nella versione picotendro, il Donnas ha
12° di gradazione alcoolica e acidità del 7- 9 per mille. F.
Collutta lo descrive di "colore rosso brillante, tendente al granata
chiaro", dall’"odore fine e caratteristico, con profumo
di mandorla, specie quando è molto invecchiato"; per il suo
"sapore morbido, di corpo non eccessivo, leggermente mandorlato,
con fondo amarognolo", lo definisce "splendido", consiglia
di berlo "alla temperatura di 18°C" e di abbinarlo con "arrosto,
carni rosse, specialmente con i piatti tipici del Canavese, risotto ai
tre formaggi, risotto alla canavesana, e con i formaggi"; per quanto
riguarda i piatti valdostani consiglia di affiancarlo a civet di camoscio,
alla carbonada, alle costolette di vitello, alla valpellinense, alla polenta
e saoucisses.
E' stato scritto che il Donnas può essere considerato un filtro d’amore per la proprietà di indurre «effetti secondari», per usare l'espressione di E. Milano. L’abate Gorret, definito l'orso della montagna, a cui era stato consigliato di non superare un bicchiere di vino a pasto, riuscì a trovare un bicchierone della capacità di ben due litri.
Altri prodotti alimentari
Alcuni produttori del campo agroalimentare di Donnas hanno saputo conquistarsi
un ruolo privilegiato nel panorama regionale con la produzione di biscotti,
dolci e farine che conservano il sapore dei prodotti tradizionali poiché
derivano da antiche ricette; vengono proposti gusti più attuali,
ma costruiti con la cura che solo l'attività condotta personalmente,
in modo artigianale, può offrire.
La castagna
Osservando i ripidi versanti di Donnas si nota che, subito dopo i vigneti
o le coltivazioni della piana, iniziano i boschi di castagni. Il castagno
ha rivestito in passato un ruolo fondamentale nella povera economia della
zona; il “pane dei poveri”, come veniva chiamato, costituiva
buona parte della dieta alimentare delle famiglie contadine. Oggi, nei
boschi, fra i castagni spontanei si riconoscono quelli da frutto coltivati
un tempo dai segni degli innesti che venivano effettuati per migliorare
la qualità dei frutti. Oggi si tende a credere che le castagne
siano tutte uguali, al massimo un po’ più grosse o più
piccole, ma in passato si distinguevano, solo nel territorio del Comune,
le seguenti qualità: bounènte, dounahtse, dzénotte,
grignole, groussére, marounne, morette, ourtènse, piaquine,
pioumbése, réchane, servadze, verdése, yeuya, youére
ognuna con le proprie caratteristiche e la propria vocazione alimentare.
Negli anni recenti si è cercato riscoprire la castagna come prodotto
e di rivalutarne la coltivazione. I fondi messi a disposizione dalla Comunità
europea hanno permesso un importante programma di recupero e potatura
su numerosi alberi; a Albard di Bard, in una vecchia grehe (piccolo fabbricato
rurale utilizzato per l’essicazione delle castagne), è stato
allestito un ecomuseo che, grazie a pannelli esplicativi ed oggetti esposti,
descrive le varie fasi di lavorazione della castagna, frutto che è
alla base a numerosi piatti tradizionali, primo fra tutti la minestra.
Per saperne di più, si consiglia la lettura del bollettino n°
4 della biblioteca, tutto incentrato sull’argomento, intitolato
La civilisation du châtaignier.
Il Miele
Il territorio del Comune si estende sui due versanti della Valle per
ettari di boschi e prati che forniscono nutrimento a sciami di api la
cui produzione, assolutamente naturale, è particolarmente apprezzata.
Il miele prodotto a Donnas viene lavorato come un tempo, senza trattamenti
affinché mantenga inalterate le sue caratteristiche organolettiche.
Per le arnie (che sono poste ad almeno tre chilometri dall’autostrada)
vengono usati coloranti naturali e le api vengono curate senza utilizzare
prodotti di sintesi. Tutte queste attenzioni, la sottomissione al rigido
disciplinare della Comunità europea ed i controlli degli enti certificatori
fanno sì che il miele di Donnas si fregi della denominazione di
biologico.
L'Ulivo
La storia dell’ulivo in Bassa Valle e a Donnas si perde nel passato
più remoto, infatti in documenti del 515, riferiti a Saint Maurice
d’Agaune, Sigismondo di Borgogna risulta essere possessore di olivetis
nella zona che va dal Canavese alla Valle d’Aosta.
Nel 1400 si fa obbligo di piantare un olivo per ogni appezzamento di terra
zappabile in un giorno.
Nel 1775 è attestata la produzione di olio a Verrès dove
attualmente gli olivi di Saint-Gilles sono protetti come piante monumentali.
Oggi si possono trovare sulla collina di Donnas alcuni esemplari di olivi
centenari e a Rovarey esisteva, sino a pochi anni fa, una via dell’ulivo
(Purtun Mangola) lungo la quale vegetava un grosso esemplare oggi abbattuto
perché ammalato; il proprietario lo potava la Domenica delle Palme
e depositava i rami sotto un passaggio voltato dove gli abitanti della
frazione potevano raccoglierli prima di avviarsi alla messa.
La coltivazione vera e propria dell’ulivo riprende a Donnas, nella
zona dell’Artada, nel 1985 quando un appassionato mette a dimora
una ventina di piante a cui, negli anni, se ne sono aggiunte altre sino
a raggiungere il centinaio di esemplari su una superficie di 4000 mq.
Dal 1998 viene prodotta una ridotta quantità di olio dalle ottime
caratteristiche (perossidi molto al di sotto dei limiti, bassa acidità,
assenza di difetti, sapore fruttato medio e complessità aromatica).
Artigianato
L'artigianato a Donnas ha una tradizione molto antica come testimonia
la presenza della millenaria fiera di sant'Orso. Il borgo infatti fu sede
per secoli di scambi commerciali con le zone confinanti. La tradizione
della costruzione di oggetti di uso pratico e comune, come gli attrezzi
per la cura della vigna esposti nel museo della viticoltura, è
stata gradualmente sostituita dalla produzione artistica. Alcuni tra i
nomi più noti della scultura tradizionale ed innovativa valdostana
vivono e lavorano a Donnas. Accanto ai nomi più noti ed affermati
da anni, la perizia, l'inventiva e la creatività si trasmettono
alle nuove generazioni attraverso gli insegnamenti delle tre scuole operanti
nel Comune: scultura, intaglio e tornitura.